#10yearschallenge Ambiente

Tra le #10yearschallenge che stanno spopolando sui social meriterebbe molta attenzione quella pubblicata da più gruppi ambientalisti e portata alle cronache da Repubblica, ritraente un confronto impietoso tra la situazione ambientale del 2009 e quella odierna del 2019.


Questi dieci anni, nonostante la sensibilizzazione e le iniziative delle associazioni del settore, sono stati drammaticamente rovinosi per l’ecosistema mondiale: è come se avessimo deciso, a livello globale, di premere l’acceleratore verso la distruzione del nostro pianeta.


Gli scenari, sempre più apocalittici, testimoniati da una serie di fotografie, raffigurano una Terra sempre meno verde, con sempre meno ghiacciai e con intere specie animali ormai prossime all’estinzione.


La Terra viene trattata come una matrigna,. Ad essa vengono estirpate intere foreste, fonte di ossigeno e di salubrità, e il bracconaggio ne lambisce il bene più prezioso: la vita.



Bisognerebbe chiedersi come riuscire a spostare il piede da questo acceleratore e come fare per indirizzarlo finalmente sul freno, di modo che ognuno di noi possa contribuire ad invertire la rotta verso il baratro.


Il continente Europeo dovrebbe essere molto sensibile a questa problematica. L’Italia per esempio, Paese ricco di Parchi Nazionali e di Riserve Marine Protette, dovrebbe avere maggiormente a cuore la salvaguardia ambientale. Siamo fortunati, viviamo in luoghi che hanno fatto della natura una virtù, un punto di forza, ma la fortuna non basta.


Non basta avere rispetto del proprio orticello, non basta aver raggiunto livelli eccellenti nella raccolta differenziata, non basta sensibilizzare gli alunni nelle scuole, non basta avere migliaia di volontari che ogni giorno si prodigano per l’ambiente.

È necessario ampliare gli orizzonti oltre i propri confini, capire come politiche scellerate operate oltre oceano e in oriente da vere e proprie “potenze” (economiche e demografiche) renderanno inutile, nel lungo periodo, ogni buona azione fatta nel nostro continente a favore dell’ecosistema.


Dobbiamo fare squadra e spingerci oltre, far sentire la nostra voce e far comprendere che non può esistere boom o progresso economico senza tutela dell’ambiente, perché è da quest’ultima che passa l’unica cosa a cui l’essere umano non potrà mai dare un costo: la salute.


Tutto ciò nella speranza che nel 2029, tempo della prossima #10yearschallenge, le foto e le testimonianze siano a favore di un cambiamento in positivo di assoluta discontinuità dallo scenario presente.


Salvatore Tallarico

Vicepresidente

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