Perchè Pensiero, Libertà, Azione?

Aggiornato il: 6 mag 2019

L’idea di fondare un’associazione culturale incentrata sul valore del Pensiero, della Libertà e dell’Azione è nata in una torrida giornata di Agosto. Stanco di constatare il lento e inesorabile declino della nostra cultura, che si traduce anche in un altrettanto grave declino della società, della moralità e della politica, ho deciso insieme ad alcuni amici di dare vita a un progetto diverso, a un luogo d’incontro in cui poter tornare a far emergere idee utili ad un reale cambiamento del nostro paese.

"Dare vita a un progetto diverso, a un luogo d’incontro in cui poter tornare a far emergere idee utili ad un reale cambiamento del nostro paese"
Firma dello Statuto di Pensiero, Libertà, Azione. Da sinistra a destra, Salvatore Tallarico (Vicepresidente) e Luca Pantaleone (Presidente).

È nata così Pensiero, Libertà, Azione, che si prefigge come scopo la diffusione dell’importanza dell’autonomia di Pensiero, della Libera volontà e dell’Azione che da essa consegue.


I tre valori che la ispirano scaturiscono da altrettante esigenze. In primo luogo, dall’esigenza di dubitare di tutto e non ancorarsi a nessun pre-giudizio, secondo il motto caro a Descartes “dubium sapientiae initium”, “il dubbio è l’origine della sapienza”. In secondo luogo, dalla necessità di agire, per quanto possibile, tentando di inseguire sempre la via della verità. Sembra una cosa scontata, ma non lo è. La società in cui viviamo non fa che creare scontri di opinione, muri, che vedono contrapporsi sempre visioni del mondo diverse e inconciliabili. Destra e sinistra, vaccinisti e antivaccinisti… A nessuna delle parti del gioco sociale o politico interessa indagare le ragioni che spingono l’altro a pensare in un certo modo, e così facendo si realizza una grave perdita, cioè la perdita del valore coesivo della ricerca e della scoperta. Kant ha definito tutto questo come “minorità”. L’uomo che non dubita, e che agisce nella falsa credenza che le proprie opinioni siano vere, è un minorenne (naturaliter minorennes), e si comporta da tale. Non è un caso se questa nostra società in cui viviamo ci abitua sin da piccoli al conflitto, al litigio, al dispetto.

"L’uomo che non dubita, e che agisce nella falsa credenza che le proprie opinioni siano vere, è un minorenne"

Cosa fare per evitare e prevenire tutto questo? Come comportarsi per far tornare l’uomo sul terreno del confronto, abbandonando quello dello scontro? La risposta è una sola: tornare a credere nella cultura. La cultura è proprio ciò che è in grado di innescare il processo che porta l’uomo a far crollare una ad una le proprie certezze. In altre parole, è grazie al dubbio che esiste la cultura, ma senza la cultura non esisterebbe il dubbio.

Per questo occorre agire, e occorre farlo in fretta. È indispensabile affrontare i problemi che animano il mondo in cui viviamo con un'altra prospettiva, ed evitare che i nostri pregiudizi ci schiaccino con il peso delle false convinzioni da cui scaturiscono. Di fronte alla barbarie di un mondo che agisce senza pensare, premiando la tecnica a discapito della riflessione, è nostro dovere affilare bene le armi della cultura, e divulgare quanto più possibile un'idea diversa di società. Possiamo farlo con un motto: pensare è la nostra ultima forma di resistenza.

Luca Pantaleone

Presidente

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